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DDL Pecorella-Costa: l'ultimo tentativo di controllo del web?

“C'era una volta la libertà di informazione in rete”. Poi i continui tentativi di repressione attraverso proposte, disegni di legge e decreti hanno raggiunto il loro obiettivo: controllare il web. E' uno scenario preoccupante, ma possibile nel prossimo futuro. A sostenerlo è anche il giurista Guido Scorza, che ha analizzato il disegno di legge Pecorella-Costa, l'ultimo tentativo proposto alla Commissione Giustizia della Camera per reprimere e imbavagliare il web. Il ddl Pecorella-Costa propone che sia vincolante l'attuale legge sulla stampa per i siti Internet aventi natura editoriale.
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permalink | inviato da Festivaldelgiornalismo il 21/9/2009 alle 17:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

6 luglio 2009

14 luglio: giornalisti in sciopero contro la “legge bavaglio”. E per la prima volta si uniranno anche i blogger

La giornata del silenzio. Il 14 luglio 2009 la Federazione Nazionale Stampa Italiana ha fissato uno sciopero dei giornalisti che smetteranno, per un giorno, di fare informazione. Il giorno 14 i giornalisti resteranno in silenzio (tranne il blocco della carta stampata che avverrà il 13) per protestare contro il ddl Alfano che impone, secondo la Fnsi, “il bavaglio ai giornalisti”. Nella parte del ddl sicurezza dedicata alle intercettazioni la futura legge impedirà ai giornalisti di pubblicare intercettazioni “per le quali sia stata ordinata la distruzione”, o riguardanti terzi estranei alle indagini o “irrilevanti”.
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Un euro a testa per pubblicare la prima pubblicità social mai realizzata

Silvio Berlusconi dice di non dare pubblicità a La Repubblica e si costituisce un gruppo su Facebook per acquistare una pagina. Più di 2000 persone hanno aderito al gruppo Una pagina di pubblicità su Repubblica creato per pubblicare una lettera destinata a Silvio Berlusconi
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Cento passi per la legalità, 8 giorni al 21 marzo



Il 21 marzo, a Napoli, sarà il giorno giusto per testimoniare impegno civile. Le Associazioni che si riconoscono in Libera di don Luigi Ciotti organizzano una manifestazione a conclusione di un lungo percorso di sensibilizzazione sui doveri dei cittadini nella lotta alle criminalità.

Un’azione senza soste che ha vissuto una tappa lunedì 9 marzo nel salone dell’Ordine dei giornalisti a Napoli. La scelta della sede non è stata casuale. È stata finalizzata a testimoniare che sul terreno della legalità i giornalisti si sentono impegnati senza esitazione alcuna, senza distinguo sottili, senza indulgenze, senza distrazioni. Sono, in sostanza, da una parte sola: quella dei cittadini che onorano con il sacrifico dell’ impegno quotidiano il loro dovere sociale.

L’appuntamento nella sede dell’Ordine è stato uno dei “Cento passi verso il 21 marzo” giorno in cui a Napoli, con partenza dalla Rotonda Diaz in via Caracciolo alle ore 9, ci sarà un corteo per dare voce alla voglia di legalità dei cittadini della Campania.

L’Ordine nazionale dei giornalisti sceglie di accompagnare la preparazione di questa manifestazione (che sollecita anche un contributo ad una cooperativa anticamorra di Caserta con l’invio di un Sms al numero 48544) pubblicando alcuni interventi a cominciare da quello di Lirio Abbate.

Il bavaglio al web, made in Italy

Il secondo comma dell’articolo 21 della Costituzione Italiana stabilisce che “la stampa non è soggetta ad autorizzazione o censura”. La stampa, quindi, è libera. Almeno in teoria.
La classifica stilata da Reporter sans frontiéres (www.rsf.org) sulla libertà di stampa nel mondo posiziona l’Italia solo in quarantaquattresima posizione, preceduta dall’Uruguay. di Gerardo Adinolfi
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Politkovskaja: un'altra beffa alla verità

Mentre scorre altro sangue nel centro di Mosca con l’uccisione della giornalista Anastasia Baburova e dell’avvocato Stanislav Markelov, al processo Politkovskaja si scopre che sulla pistola che ha ucciso Anna ci sono delle impronte.
da LSDI
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Giornalismo contro le mafie

Essere giornalisti, in Italia, è difficile. Non solo per chi vuole accedere a questa professione, ma anche per coloro che giornalisti lo sono già. Nelle ultime settimane la parola chiave nelle discussioni politiche e non è diventata “via alla disciplina al giornalismo” Dopo che l’Agcom ha multato Santoro e Fazio è sempre messa più in discussione la libertà dei giornalisti di svolgere a pieno il loro lavoro di cacciatori e diffusori di notizie. di Gerardo Adinolfi
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