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26 marzo 2009

Fortapasc, Siani e i giornalisti-impiegati

È sempre difficile ricordare nel modo giusto gli eroi civili che hanno perso la vita per grandi ideali. Si corre il rischio di cadere nella retorica o di celebrare sanguinose sconfitte della società civile. Non dimenticherò mai ciò che mi disse, tanti anni fa, Gillo Pontecorvo. Era alle prese con il progetto di un film sull’assassinio del generale Carlo Alberto Della Chiesa. Io lo incoraggiavo, ma lui concluse: “Non farò questo film perché questa storia, comunque si gira, racconta una sconfitta dell’Italia migliore”. Io mantenni il dissenso e quel dissenso oggi mi fa apprezzare FortApàsc di Marco Risi, che ha accettato di correre quel rischio e ha vinto la scommessa.
di Alberto Spampinato, consigliere nazionale della FNSI
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Cento passi per la legalità, 8 giorni al 21 marzo



Il 21 marzo, a Napoli, sarà il giorno giusto per testimoniare impegno civile. Le Associazioni che si riconoscono in Libera di don Luigi Ciotti organizzano una manifestazione a conclusione di un lungo percorso di sensibilizzazione sui doveri dei cittadini nella lotta alle criminalità.

Un’azione senza soste che ha vissuto una tappa lunedì 9 marzo nel salone dell’Ordine dei giornalisti a Napoli. La scelta della sede non è stata casuale. È stata finalizzata a testimoniare che sul terreno della legalità i giornalisti si sentono impegnati senza esitazione alcuna, senza distinguo sottili, senza indulgenze, senza distrazioni. Sono, in sostanza, da una parte sola: quella dei cittadini che onorano con il sacrifico dell’ impegno quotidiano il loro dovere sociale.

L’appuntamento nella sede dell’Ordine è stato uno dei “Cento passi verso il 21 marzo” giorno in cui a Napoli, con partenza dalla Rotonda Diaz in via Caracciolo alle ore 9, ci sarà un corteo per dare voce alla voglia di legalità dei cittadini della Campania.

L’Ordine nazionale dei giornalisti sceglie di accompagnare la preparazione di questa manifestazione (che sollecita anche un contributo ad una cooperativa anticamorra di Caserta con l’invio di un Sms al numero 48544) pubblicando alcuni interventi a cominciare da quello di Lirio Abbate.

Radio Siani: la nuova radio anticamorra

Una radio libera in territorio di camorra. Così è stata definita Radio Giancarlo Siani, il progetto radiofonico ideato dall’associazione Arci Peppino Impastato nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, Napoli.
Il circolo Peppino Impastato è nato nel 2003 dalla voglia di un gruppo di ragazzi di cambiare la loro città, afflitta dalla camorra. Attraverso una web radio, chiamata Radio Onda Pazza come la trasmissione di denuncia tenuta da Peppino Impastato su Radio Aut, i ragazzi dell’associazione raccontano quotidianamente i problemi del loro territorio: dalla camorra alla povertà, all’esclusione sociale.
di Gerardo Adinolfi
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Una storia ancora da raccontare: Giancarlo Siani

È a Giancarlo Siani, giornalista di soli 26 anni ucciso a causa dei suoi articoli di denuncia alla criminalità, che l’organizzazione del Festival Internazionale del Giornalismo (alla sua terza edizione 1/5 aprile 2009) e l’Associazione Ilaria Alpi dedicano il 3° concorso giornalistico “Una storia ancora da raccontare”.
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