.
Annunci online

toolbar

Tutelare il diritto a fare informazione dei cittadini-blogger

In Medio Oriente e Nord Africa, dove il cambiamento politico è solitamente lento a manifestarsi, la blogosfera e i siti personali sono divenuti strumenti cruciali per i commenti e i rilanci quotidiani dei cittadini a livello sociale e politico. Motivo per cui lo stesso blog diventa però il target della repressione governativa. A questa tematiche è dedicato il rapporto speciale appena diffuso da Committee to Protect Journalists, entità indipendente e non-profit attiva dal 1981 a difesa della libertà e dei diritti dei giornalisti che operano in ogni parte del mondo.
di Bernardo Parrella
continua

DDL Pecorella-Costa: l'ultimo tentativo di controllo del web?

“C'era una volta la libertà di informazione in rete”. Poi i continui tentativi di repressione attraverso proposte, disegni di legge e decreti hanno raggiunto il loro obiettivo: controllare il web. E' uno scenario preoccupante, ma possibile nel prossimo futuro. A sostenerlo è anche il giurista Guido Scorza, che ha analizzato il disegno di legge Pecorella-Costa, l'ultimo tentativo proposto alla Commissione Giustizia della Camera per reprimere e imbavagliare il web. Il ddl Pecorella-Costa propone che sia vincolante l'attuale legge sulla stampa per i siti Internet aventi natura editoriale.
continua


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. libertà di stampa web

permalink | inviato da Festivaldelgiornalismo il 21/9/2009 alle 17:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

Ddl sicurezza: tutela della privacy o bavaglio dell'informazione?

“Ci sono inchieste giudiziarie, basate sulle intercettazioni, che con questo decreto potrebbero essere vanificate”. Sono le parole di Roberto Natale, presidente della Fnsi, che si scaglia contro il ddl sicurezza che ha ricevuto la fiducia posta dal Governo alla Camera e al Senato. Il ddl sicurezza, fortemente voluto dalla maggioranza di governo e proposto dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano introduce un nuovo reato, assente nella precedente legge sulle intercettazioni del 2006: non sarà possibile, dopo l'attuazione del decreto, la pubblicazione di intercettazioni “per le quali sia stata ordinata la distruzione”.
continua




permalink | inviato da Festivaldelgiornalismo il 6/7/2009 alle 11:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

Un euro a testa per pubblicare la prima pubblicità social mai realizzata

Silvio Berlusconi dice di non dare pubblicità a La Repubblica e si costituisce un gruppo su Facebook per acquistare una pagina. Più di 2000 persone hanno aderito al gruppo Una pagina di pubblicità su Repubblica creato per pubblicare una lettera destinata a Silvio Berlusconi
continua

Giornaliste di Current ai lavori forzati

Dodici anni di lavoro forzato. E' la pena che dovranno scontare Laura Ling ed Euna Lee, le due giornaliste di Current Tv fermate il 17 marzo al confine tra la Cina e la Corea del Nord. La condanna è stata emessa dal tribunale centrale nordcoreano l'8 giugno scorso che ha accusato le due giornaliste americane di “intenti ostili” e “grave crimine contro la nazione.” Laura Ling e Euna Lee, al momento dell'arresto, stavano girando un reportage sui rifugiati nordcoreani in Cina per la serie Vanguard, in onda su Current tv, fondata dall'ex vicepresidente degli Usa Al Gore.
continua

Il bavaglio al web, made in Italy

Il secondo comma dell’articolo 21 della Costituzione Italiana stabilisce che “la stampa non è soggetta ad autorizzazione o censura”. La stampa, quindi, è libera. Almeno in teoria.
La classifica stilata da Reporter sans frontiéres (www.rsf.org) sulla libertà di stampa nel mondo posiziona l’Italia solo in quarantaquattresima posizione, preceduta dall’Uruguay. di Gerardo Adinolfi
continua

Politkovskaja: un'altra beffa alla verità

Mentre scorre altro sangue nel centro di Mosca con l’uccisione della giornalista Anastasia Baburova e dell’avvocato Stanislav Markelov, al processo Politkovskaja si scopre che sulla pistola che ha ucciso Anna ci sono delle impronte.
da LSDI
continua

sfoglia settembre